Apparato Muscolare

Fase Acuta

L’apparato muscolare è responsabile del movimento del corpo umano. Attaccati alle ossa del sistema scheletrico sono circa 700 muscoli che costituiscono circa la metà del peso corporeo di una persona. È ovvio che il corretto lavoro di ogni muscolo conduca ad uno stazionamento eretto ed ad un movimento efficaci e sani.
I muscoli però vanno incontro a lesioni o contratture e ogni giorno il terpista si trova a dover affrontare questi casi, siano essi derivanti da attività sportiva o invece per sedentarietà e ipotrofismo.
Nella fase acuta la gestione del dolore e dell’edema che si crea sono determinanti, il terapista può farsi aiutare dal medico nell’indagine ecografica, per capire il livello di lesione, ma non nell’immediato e valutare se agire da subito.

Risultano efficaci la criocompressione che aiuta a drenare i liquidi e con l’aiuto del freddo a ridurre l’edema, lavorando sul sistema vascolare e linfatico, ma anche la laserterapia che va a ridurre infiammazione e dolore e la neuromodulazione adattiva che lavora fin da subito sul riadattamento muscolare con continui feedback dati dal proprio corpo.
In alcuni casi anche le onde d’urto se usate seguendo le linee guida riducono la contrattura muscolare e compiono un’azione drenante vicino alla lesione. Se il dolore permette minimi carichi, con prudenza si può utilizzare gli elastici o l’isometria.

Fase Sub Acuta

A 48/72 ore dall’evento traumatico inizia la fase sub acuta per le lesioni muscolari (stiramenti, strappi). In questa fase l’indagine ecografica medica è quasi sempre necessaria e valuta il grado di lesione e la sua posizione/profondità; inoltre esclude che altri tessuti, che legano i muscoli al sistema scheletrico) siano coinvolti.
Il muscolo lesionato procura dolore e, in funzione della gravità, limita il paziente sia nei movimenti che in alcune posizioni statiche; il processo di guarigione può durare anche diverse settimane (e dipende specialmente dalla gravità del danno) ma può essere aiutato dai trattamenti manuali, dalla terapia strumentale, che deve migliorare lo stato cellulare, e anche dai carichi progressivi di un corretto esercizio riabilitativo.

Importanti indicazioni si hanno per trattamenti di tecarterapia, specialmente capacitiva, per l’Ipertermia (entrambe favoriscono l’accesso di sangue) e per la neuromodulazione adattiva che consente una rapida riparazione cellulare.
Se si prosegue con l’associazione di terapia strumentale e movimento, uno degli strumenti più moderni è l’elettrostimolazione di picco, e con altre finalità sia antalgiche che di recupero della forza anche la vibrazione meccano sonora.
Ogni strumento di lavoro che abbia un carico progressivo e meglio se funzionale risulta efficace in questo momento e il muscolo beneficerà anche di stimoli differenti per esercizi differenti, isometrici, elastodinamici, isoinerziali, isocientici, pliometrici etc.

Fase Cronica

Con fase cronica di una patologia muscolare, possiamo includere quei danni permanenti o semipermanenti a carico dei muscoli. Ricordiamo che Il tessuto muscolare si trova anche all’interno del cuore, degli organi digestivi e dei vasi sanguigni (in questi organi, i muscoli servono a spostare le sostanze in tutto il corpo) e la loro diffusa presenza in tutto il corpo può farci capire quanto importante possa essere avere un muscolo in salute, allenato, senza problematiche.
L’ipotrofismo o la creazione di cicatrici nei muscoli, spesso è meno inibente di una lesione in fase acuta o subacuta ma comunque limita gli sportivi e i sedentari nelle loro rispettive attività.
Anche in questi casi la fisioterapia risulta assai efficace per i trattamenti dei postumi e per la riabilitazione delle funzioni.

Così un’onda d’urto radiale (anche in associazione con altre terapie) è indicata per le fibrosi dei muscoli e la vibrazione meccano sonora risulta efficace per ridare maggior tono e per riabilitare propriocettivamente il paziente alle sue funzioni.
Anche in fase cronica che sia per recuperare la forza, il ROM e la mobilità, i vari attrezzi carico progressivo e meglio se funzionale risultano efficaci; qui consigliamo anche l’uso di attrezzature che misurino per valutare il controlaterale o i progressi nel tempo.